 








Nel 1989 diamo corpo al primo vero grande lavoro di trasformazione
rimasto pietra miliare e punto di riferimento nelle numerose rivisitazioni
succedute negli anni a venire.
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Nel progetto “Don Giovanni” gli
Armatori avevano l’esigenza di una barca con un numero esiguo
di cabine privilegiando il “tutto fuori”, perciò
l’approccio alla trasformazione ha minimizzato il più
possibile l’impatto a livello strutturale della nave per sfruttarne
al meglio gli spazi interni ed esterni disponibili; lo standard
di qualità della lavorazione del teak usato per gli interni
raggiunge la sua massima espressione, come potrete verificare nel
dossier fotografico.
Il Don Giovanni, varato a Kobe in Giappone
nel 1964, ha navigato per anni tra Singapore e Abidjan per il trasporto
dei materiali necessari alla costruzione del porlo della capitale
della Costa d’Avorio.
In seguito, il Don Giovanni ha navigato sotto bandiera inglese nei
mari del nord Europa quindi nel Mediterraneo sotto bandiera italiana,
andando in disarmo nel 1994 dopo 30 di onorato servizio.
Il Don Giovanni fu selezionato ed acquistato
nel 2000 dando immediatamente il via alla sua trasformazione realizzata
attraverso due fasi ben distinte, come di consueto.
La prima fase
si è concentrata sulla verifica strutturale della nave e
di tutti gli aspetti tecnici relativi a motori, sistemi di propulsione,
i timoni, l’impianto idraulico ed elettrico.
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La seconda fase,
invece, iniziata dopo le verifiche R.I.N.A. e dopo una esaustiva
serie di prove a mare, ha riguardato l’allestimento definitivo
degli interni.
Ci sono voluti circa dieci mesi di intenso
lavoro per trasformare gli interni del Don Giovanni secondo i voleri
degli Armatori e renderli come oggi si presentano: tre cabine, due
matrimoniali ed una doppia, con relativi bagni, un salone, una cucina
e un quartiere equipaggio del tutto autonomo.
Tutti gli interni,scale e pagliolati inclusi,
sono realizzati in teak, così come il rivestimento del ponte
di coperta. Le pellerie dei divani, le stoffe preziose utilizzate
per i rivestimenti e per i complementi d’arredo e la maestria
con cui sono trattate le superfici in teak rendono esclusivi gli
interni del Don Giovanni arricchiti, inoltre, dalla presenza di
alcuni oggetti di alto antiquariato marinaresco che l’Armatore
seppe posizionare con grande gusto.
Grazie alla conservata efficienza delle attrezzature
da rimorchio, il Don Giovanni, nell’agosto del 2002, nei pressi
di Porto Cervo ha portato in salvo il famoso yawl “Moonbeam
of Fife”, disegnato nei primi del secolo da William Fife Junior.
Dal momento della consegna al nuovo Armatore,il
Don Giovanni ha navigato per oltre 20000 miglia sempre con i due
magnifici motori originali.
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PROGETTO
D.P. MONITOR
PROGETTO
DON GIOVANNI
PROGETTO
ETA OF LOWESTOFT
PROGETTO
PAOLUCCI
PROGETTO
LOYAL SUPPORTER

PROGETTO
MASTIFF
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